Accantonare 100 euro al mese

Accantonare 100 euro al mese? Scopri quanto ti costa non farlo subito?

Accantonare 100 euro al mese. Quanto ti costa rimandareQuante volte hai desiderato possedere una bacchetta magica per fermare il tempo o meglio ancora per ottenerne di più?

Non ti nascondo che anch’io ho chiesto alla mia fatina di esaudire questo desiderio, ma come puoi immaginare ho rimediato solo un gran due di picche.

I giorni si susseguono ad un ritmo sfrenato. Se come me sei molto concentrato sul tuo lavoro, con molta provabilità ti sarai accorto che lunedì non fai in tempo ad iniziare la settimana lavorativa che subito arriva la domenica e lì come d’incanto ti accorgi che un’altra settimana è passata.

Se ami di più il relax, non te ne faccio di certo una colpa, ma il ragionamento non cambia, se non che i weekend di svago passano ancora più veloci delle mie settimane lavorative.

Ripeti questo ciclo per 52 volte ed è trascorso un nuovo anno!

No tranquillo, non intendo fare un ripasso di ciò che apprendiamo già alla scuola materna, ma questo pensiero è sì da un lato banale, ma dall’altro è tristemente reale e demarca quanto il tempo passi in maniera spietata.

Chissà se anche Tu hai avuto la mia stessa sensazione!

Fino a 18 anni il tempo non mi sembrava passare. Era talmente tanto il desiderio di diventare maggiorenne, di poter ottenere la patente, di poter lavorare per essere autonomo finanziariamente, che quell’infame di un tempo non trascorreva mai.

Compiuti i fatidici 18 anni penso: “Ora me la godo!” e quel delinquente di un tempo inizia a correre peggio di un missile e in men che non si dica mi ritrovo ad avere quasi 40 anni.

No, non ho nessun rimpianto del tempo che è passato, ma nonostante mi sia ben chiaro che non posso avere a disposizione giornate più lunghe di quelle che hai tu e che l’unica cosa che posso fare è in realtà quella di gestire al meglio il tempo a mia disposizione, il desiderio, forse simile a quello di Peter Pan, di voler fermare il tempo o meglio ancora di averne a disposizione di più è sempre lì in un angolino della mia testa.

“Non puoi Claudio, è inutile che ci pensi!”.

Ecco la voce della verità che mi riporta sul pianeta terra…

Meglio se vado avanti che il tempo passa e questi secondi che ho perso a pensare alla bacchetta magica non me li ridà nessuno.

Perché scrivo queste parole?

Perché il tempo trascorre per tutti e sempre che tu non sia riuscito a trovare un’alchimia che possa realizzare questo mio gran desiderio (ti invito nel caso a contattarmi in privato), anche tu non sei indenne da questo inesorabile meccanismo che ci accomuna.

Questo pensare al tempo che scorre, mi ha portato a volerti far ragionare su un concetto che riguarda molto da vicino la pensione di vecchiaia.

Cosa riguarda tutta questa disquisizione dello scorrere del tempo con la pensione di vecchiaia?

Fidati c’azzecca eccome!

Oggi voglio mostrarti con calcoli alla mano quanto ti costa rimandare il momento in cui iniziare ad accantonare 100 euro al mese per ritrovartelo quando sarai in pensione.

Parlo di accantonare 100 euro al mese, ma si tratta di una cifra simbolica.

Se hai maggiori capacità finanziarie che ti permettono di accantonare di più, leggerai quanto scrivo raddoppiando, triplicando o ancor di più gli esempi di calcolo che ti mostrerò, viceversa se puoi risparmiare di meno dividi pure per due quanto andrò a dire.

Non voglio star qui a parlare di problematiche legate alla pensione, do un attimo per assodata la certezza che il problema esiste ed è grave. Non ci credi? Leggi e informati. non ti devo convincere.

Ora seguimi.

Da sempre possiamo dividere le persone in due fazioni: la fazione delle cicale e quella delle formiche.

Lasciando perdere le formiche vere, quelle che sono tali dalla nascita, mi voglio rivolgere oggi a alla particolare categoria delle cicale mutanti, ovvero coloro che arrivati ad un certo punto della loro vita, si accorgono che forse è il caso di iniziare ad “accantonare 100 euro al mese” per non morire di fame in vecchiaia.

In questa categoria ci sono tutte quelle persone che rimandano continuamente l’accensione di una forma di risparmio SERIA che li porti al raggiungimento dell’età pensionabile ad ottenere un capitale che vada ad integrare la forte mancanza di reddito data dalla misera pensione che ci verrà riconosciuta.

“Questo mese no, è meglio se facciamo il prossimo!”

“Ho avuto un imprevisto, rimandiamo per un po’!”

“No guarda, questo non è l’anno giusto!”

E così il tempo passa!

Vedi che non farneticavo?

Vuoi scoprire con me quanti soldi stai buttando via ritardando l’apertura di una VALIDA forma di risparmio in cui accantonare anche solo 100 euro al mese?

Allora continua a leggere.

Ho creato delle simulazioni sulla forma di risparmio che ho scelto per me sfruttando durate diverse per valutare quanto il risultato cambi in funzione del continuo procrastinare rimandando l’attivazione di una forma di risparmio a data da destinarsi.

Ho simulato:

  • un ventiduenne che inizia ad accantonare 100 euro al mese e prosegue fino a 67 anni;
  • un trentaduenne che inizia ad accantonare la stessa cifra fino alla stessa età di 67 anni;
  • un quarantaduenne che compie la stessa azione descritta nei casi qui sopra.

L’unica variabile in questione è solo ed esclusivamente il tempo che separa il risparmiatore dal compimento dei 67 anni, ovvero 45 anni per il ventiduenne, 35 per il trentacinquenne, 25 per il quarantaduenne.

I prospetti sono calcolati in maniera eguale, mantenendo ovviamente sempre la stessa regola di accantonare 100 euro al mese.

Il tasso di interesse ipotizzato è del 4% come si fa sempre in questi casi (poi non è detto che si realizzi, ma di questo te ne parlerò la prossima volta).

I risultati ottenuti sono qui da vedere. Dagli un occhio anche tu e poi facciamo insieme due considerazioni.

Risultato finale ottenibile con una simulazione dell’andamento di una soluzione assicurativa sulla vita in cui accantonare 100 euro al mese su per una durata di 45 anni.

accantonare 100 euro al mese per 45 anniRisultato finale ottenibile con una simulazione dell’andamento di una soluzione assicurativa sulla vita in cui accantonare 100 euro al mese su per una durata di 35 anni.

accantonare 100 euro al mese per 35 anniRisultato finale ottenibile con una simulazione dell’andamento di una soluzione assicurativa sulla vita in cui accantonare 100 euro al mese su per una durata di 25 anni.

accantonare 100 euro al mese per 25 anni

Considerazione n° 1

Rimandare l’inizio della fase di accantonamento di soli 10 anni ti comporta una perdita di più di 56.000 euro!!!

TRADUZIONE

Se all’età di 22 anni ritieni che sia ancora presto accantonare 100 euro al mese per la tua vecchiaia ed inizi a farlo solo 10 anni più tardi, hai sicuramente speso 100 euro in più ogni mese, per un totale di 12.000, ma il risultato reale è che HAI BUTTATO NEL CESSO BEN PIÙ DI 56.000 EURO!

Considerazione n° 2

Rimandare l’inizio della fase di accantonamento di “soli” 20 anni, ti comporta una perdita economica che supera i 91.000 euro!!!

TRADUZIONE

Poiché si sa che la vita va goduta, se all’età di 22 anni ritieni che sia prestissimo per pensare di accantonare 100 euro al mese per la tua vecchiaia, ed inizi a farlo solo 20 anni più tardi, quando di anni ne hai 42, ti sei sicuramente goduto 100 euro in più al mese per vent’anni, ma il risultato reale è che HAI BUTTATO NEL CESSO BEN PIÙ DI 91.000 EURO!

Ovviamente, poiché la matematica non è un’opinione, se la tua capacità di risparmio è maggiore, ragion per cui invece di accantonare 100 euro al mese, puoi risparmiarne 200,rimandare questo “sforzo disumano” di 10 anni ti porta a perdere più di 112.000 euro, mentre rimandare il tutto di 20 anni TI FARÀ PERDERE BEN 183.000 EURO!

Considerazione n° 3

Per ottenere in vent’anni, nel periodo che va da 42 a 67 anni, lo stesso risultato in termini di capitale finale che ottiene il ventiduenne che accantona 100 euro al mese da subito fino al raggiungimento della sua pensione, dovrai accantonarne poi almeno 300 ogni mese.
Allo stesso modo se vorrai ottenere lo stesso risultato di chi fin da subito accantona 200 euro al mese, da 42 a 67 anni dovrai accantonarne almeno 600!!!

DUE DOMANDE VELOCI:

  1. Ti piace così tanto l’idea di buttar via tutti questi soldi?
  2. Se oggi non vuoi accantonare 100/200 euro al mese per il tuo futuro, pensi che ti venga voglia di privarti di 300/600 euro al mese più avanti?

Morale della favola

A conti fatti ti ho dato almeno 91.000 buoni motivi per iniziare ad accantonare 100 euro al mese fin da subito per il tuo futuro.

Domanda: “Non hai più 22 anni e sei tra coloro che hanno procrastinato fino ad oggi?”

Non perdere ulteriore tempo e inizia fin da subito!

Aspetta, dove vai?

No! Una forma di risparmio NON vale l’altra.

Se vuoi evitare di sottoscrivere un prodotto sbagliato che ti dia l’illusione di aver sistemato il tuo problema legato alla pensione di vecchiaia, lasciandoti poi a bocca asciutta alla fine quando dovrai usufruire dei benefici economici per cui l’hai sottoscritto, allora la soluzione giusta è Pensione Assicurata™.

PERCHÉ PROPRIO PENSIONE ASSICURATA™?

  • NON siamo improvvisati! Da 18 anni approfondiamo e studiamo la materia previdenziale e siamo in grado di calcolare i tuoi fabbisogni personali che si manifesteranno con certezza nel momento del bisogno;
  • NON proponiamo soluzioni “Ad Cazzum”; Studiamo ed elaboriamo soluzioni che tutelino i tuoi reali fabbisogni emersi dall’analisi delle esigenze, nel pieno rispetto delle tue capacità economiche. Sarai infatti Tu a decidere quanto destinare alla Tua tutela e noi ci mobiliteremo per trovarti la soluzione migliore nel rispetto del tuo budget;
  • NON rappresentiamo nessuna bandiera; Ogni assicuratore, le banche o le poste sostengono che il loro prodotto è il migliore! Come broker indipendenti sosteniamo che il prodotto migliore per Te deve essere ricercato tra le varie offerte che le compagnie hanno immesso sul mercato.

Solo grazie a questa imparzialità puoi assicurarti di ottenere veramente la soluzione migliore per Te.

Tra piani di investimento e fondi pensione

IL QUESITO: Ci piacerebbe pensare al futuro di nostro figlio, anche da un punto di vista previdenziale. Ci chiediamo se non sia il caso di investire su forme di rendita integrativa. Nel caso, meglio i fondi pensione o i Pip?

La previdenza non ha età. Ma conviene “regalare” ai figli uno strumento di rendita integrativa prima ancora della fine degli studi, come investimento per la sicurezza economica? Ed è meglio affidarsi ai fondi pensione o ai Pip, i piani individuali pensionistici che si attuano sotto forma di polizze a vita? Iniziamo dalla seconda domanda. Giuseppe Romano, direttore dell’Ufficio studi e ricerche di Consultique, pone una premessa: se si parla di aspetti giuridici e fiscali, i due modelli si equivalgono. Il decreto legislativo 252/2005, pensato per favorire la concorrenza tra le varie forme di pensione integrativa, ha di fatto «messo sullo stesso piano fondi pensione e Pip. È importante sottolinearlo perché questo esclude già possibili dubbi da parte dei genitori su aspetti fiscali e normativi», sottolinea Romano. È il caso della deducibilità, identica in entrambi i casi: le somme versate, fino a un massimo di 5.164,57 euro, possono essere dedotte dall’imponibile Irpef.

Le differenze emergono, semmai, sui soggetti che raccolgono i versamenti: «Nel caso dei fondi si parla comunque di istituti bancari, nel caso dei Pip di assicurazioni». Se la scelta cade sui fondi pensione, i vantaggi riguardano soprattutto costi e flessibilità: minor spese di gestione, nessun obbligo di versamento (al contrario delle rate fissate nei Pip), possibilità di scegliere e modificare la linea di gestione nel tempo. Per quanto riguarda i Pip, il margine di convenienza dipende dal tipo di contratto che si va a firmare. Le alternative principali sono due: contratto assicurativo di ramo I, una polizza nella quale la rivalutazione è ricollegata a una o più gestioni separate; contratto di ramo III, cioè polizze di tipo unit linked: la rivalutazione è collegata al valore delle quote di un certo numero di fondi interni detenuti dall’impresa di assicurazione o al valore delle quote (Organismi di investimento collettivo del risparmio).

Esistono anche forme miste, dove la rivalutazione è collegata a entrambi. «Nell’era dei “tassi sottozero” potrebbe essere utile il contratto di ramo I, ma spesso gli istituti tendono a offerte più “aggressive” e offrono il ramo III. Di fatto, è come andare a comprare un portafoglio di fondi. Con tutti i rischi del caso» avverte Romano. L’invito alla prudenza, in realtà, è più ampio della semplice distinzione tra schemi previdenziali. Fondi e Pip non sono l’unica soluzione: «Si può accantonare in ottica previdenziale con altre modalità, senza ricorrere a forme che non si prestano bene a un mondo così in evoluzione. Supponiamo che nostro figlio vada a vivere all’estero o fruisca di altre risorse… Meglio aspettare. L’unica logica dev’essere il risparmio».



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